VENEZIA – Provincia e Patriarcato di Venezia

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Prima che sorgesse il magnifico tempio del SS. Redentore, i Cappuccini abitavano già nell’isola della Giudecca presso la chiesetta di S. Maria degli Angeli, consacrata il 6 agosto 1536. Li aveva accolti, fin dal 1539, p. Bonaventura da Venezia, un frate minore dell’Osservanza, che si era ritirato in quel luogo, allora molto solitario, per amore di raccoglimento e di povertà.

In seguito all’apostasia di p. Bernardino Ochino, nel 1542, i frati si rifugiarono presso la chiesetta di S. Angelo al “Monte dei corni” (demolita nel XX sec.). Nell’ottobre del 1551 tornarono a S. Maria degli Angeli, che fino al 1940 sarà sede del Ministro provinciale dei Cappuccini.

Superate le difficoltà degli inizi, i frati non tardarono a guadagnarsi la stima e la venerazione della popolazione. E quando si trattò di erigere un tempio votivo al Redentore per la liberazione dalla peste del 1575 (in due anni aveva provocato 50.000 morti), i più autorevoli senatori della Serenissima ottennero che fosse innalzato accanto a S. Maria degli Angeli e se ne affidasse ai francescani Cappuccini la custodia. Il 20 luglio 1577 si festeggiò la fine della peste con una processione che raggiunse la chiesa attraverso un ponte di barche, dando inizio a una tradizione che perdura tuttora (festa del Redentore alla III domenica di luglio).

La chiesa, dedicata al SS. Redentore e a S. Francesco, fu consacrata il 27 settembre 1592. Ma la cura del grande capolavoro dell’architetto Andrea Palladio esigeva un numero considerevole di religiosi. Per questo, dietro e attorno all’imponente abside, sorse un nuovo convento, il quale, nonostante la sua ampiezza, conservò i caratteri di semplicità e povertà propri della tradizione francescana.

Tuttavia, la povertà non impedì che, con l’andare del tempo, si venisse raccogliendo nel tempio del SS. Redentore un patrimonio artistico tutt’altro che trascurabile (ci sono opere di Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Palma il Giovane, Francesco Bassano, Vivarini, Giovanni Bellini, Saraceni, Sansovino, Brustolon, Francesco Guardi… e dei maggiori artisti Cappuccini veneti: Cosimo da Castelfranco (al secolo Paolo Piazza), Semplice da Verona, Sante da Venezia, Massimo da Verona).

Il convento del Redentore – soppresso nel 1810, ripristinato nel 1822; nuovamente soppresso nel 1867, e riscattato subito dopo – sarà quasi sempre sede di studi filosofici e teologici. Tra i professori di teologia ricordiamo S. Lorenzo da Brindisi (1559-1619), dottore della Chiesa.

Il convento del Redentore ospitò in passato anche l’infermeria provinciale. Va ricordato che tra i Cappuccini veneti esisteva, fin dal Cinquecento, un’illustre tradizione infermieristica: lo provano i molti documenti e manoscritti stilati da frati infermieri, con indicazioni di anatomia, di erboristica e tutta una ricchissima serie di ricette mediche. Fr. Fortunato da Rovigo († 1701) lasciò un importante “Erbario”, in sei grandi volumi (oggi al Museo di Storia Naturale di Verona).

Durante la peste del 1630-1631 (la nota peste manzoniana) la conduzione dei lazzaretti nuovo e vecchio venne affidata ai Cappuccini del Redentore. La stessa cosa avvenne a Verona, a Chioggia… Esempi di servizio e di abnegazione si aggiunsero nel Veneto, anche più tardi, specialmente durante le ricorrenti e paurose epidemie di colera e di vaiolo dell’800 e all’inizio del ’900.

La chiesa del SS. Redentore fu eretta nel 1948 in parrocchia regolare, comprendente circa metà dell’isola della Giudecca, con le isole della Grazia e di S. Clemente. Dal 2010 ai Cappuccini sono state affidate anche le parrocchie di Sant’Eufemia e San Gerardo Sagredo di Sacca Fisola, che con la parrocchia del SS. Redentore formano l’Unità pastorale della Giudecca.

Inoltre, i Cappuccini del SS. Redentore ebbero la cura spirituale della “Casa di Lavoro per uomini” (dal 1° novembre 1948) e del Carcere femminile della Giudecca. Il 18 aprile 1992 è stata conclusa l’assistenza spirituale all’ospedale psichiatrico S. Clemente, affidata nel 1933.

Tornando al convento del Redentore, ricordiamo che nel 1922-1923 fu aggiunta una nuova ala per offrire locali più comodi allo Studio teologico e alla Curia provinciale. Tuttavia, con il trasferimento della Curia provinciale in terraferma a Mestre (nel 1940) e la diminuzione del numero dei giovani teologi, la nuova ala divenne sede dell’alloggio per studenti universitari “Antonianum”.

Il convento è oggi sede dello Studio teologico interprovinciale “Laurentianum” (affiliato dal 1968 alla Pontificia Università Antonianum di Roma) e della Biblioteca provinciale “SS. Redentore”.

[Fonte: «I nostri luoghi: cenni storici e attività attuali», in Stato personale e locale, Curia provinciale, Venezia-Mestre 2017, pp. 51-52].

Contatti

Convento

Giudecca, 194
30133 Venezia
Tel. 041 4583394

Studio teologico

Tel. 041 4583394
Email: preside@laurentianum.it
Sito: www.laurentianum.it

Biblioteca

Tel. 334 3734012
Email: bcve@laurentianum.it

Parrocchia

Tel. 041 5231415
Email: ss.redentore@patriarcatovenezia.it