Il giorno 17 novembre, con la partecipazione di numerosissimi fedeli, amici e confratelli del nord Italia, con l’animazione dei canti e della liturgia da parte dei nostri studenti di filosofia e di teologia, seminaristi e diaconi del Patriarcato di Venezia, si è celebrata, alle ore 11 nel Santuario di San Leopoldo a Padova, la solenne e gioiosa Ordinazione diaconale dei frati Lorenzo Pellizzari (Prov. Veneta), Gabriele Barbi e Davide Zanni (Prov. Lombarda) per mano dell’arcivescovo di Corfù, Zante e Cefalonia, Mons. Ioannis Spiteris, che ha offerto toccanti e dense riflessioni. Ecco alcuni flash.

Diaconi, non transeunti, ma permanenti: questo diventerete! Perché il sacramento è permanente, è per tutta la vostra vita, vita donata a Dio e donata ai fratelli. La vostra diaconia dura quanto dura la vostra fede e la vostra carità.

S. Ignazio di Antiochia diceva il diacono essere mano del vescovo, amore visibile di Gesù Cristo e della Chiesa. I diaconi – asserisce il padre della Chiesa – rendono visibile Cristo che serve e la loro diaconia è il sacramento del servizio che la Chiesa è chiamata a fare. Essi sono “strumento nelle mani di Cristo per realizzare la sua missione”.

Certo, dono invisibile e personale ma destinato a esternarsi, la diaconia è la realizzazione di questo sacramento. Nella nostra povertà, per tutto ciò, abbiamo bisogno della grazia di un apposito sacramento, quello che riceverete a istanti. I diaconi “sono corroborati da un dono speciale dello Spirito Santo … stabiliti e conformati al suo di [Cristo] Spirito”.

Appunto, lo Spirito santo vi conforma a Cristo venuto non per essere servito, ma per servire. Il diacono deve essere in ogni momento saldo nel Vangelo, divenutogli sua “forma mentale”. Essi sono a servizio della comunità (ma anche la comunità deve aiutarli a creare la comunione): ecco perché sono personificazione vivente della carità. Per ciò, i diaconi devono essere in uno stato permanente di gratitudine, di eucaristia.

Eppoi, come in tutto il monachesimo antico, anche per san Francesco il “lavare i piedi, gli uni agli altri” (cfr. RnB, cap. VI) è l’esternazione del frate veramente minore, è un punto basilare della spiritualità cristiana. Oggi voi siete inseriti nel sacramento del servizio, della minorità, della carità in maniera reale e radicale e il Signore sarà con voi, lo Spirito Santo vi farà “altro Cristo” che mette il grembiule, sempre pronti e disponibili.

San Francesco, san Leopoldo e sant’Antonio vi accompagnino ora e per tutta la vostra vita. Amen.