domenica, Giugno 7, 2020
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Amare, vedere e credere

Tre sono i personaggi che nel racconto giovanneo di quell’alba del primo giorno dopo il sabato vanno al sepolcro: Maria di Magdala, Pietro e il discepolo «che Gesù amava». Solo di quest’ultimo, però, si dice che, entrato nel sepolcro, «vide e credette». Perché?

SAN LEOPOLDO, PATRONO DEI MALATI DI TUMORE IN ITALIA

San Leopoldo Mandic è ufficialmente riconosciuto dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, patrono dei malati d’Italia colpiti da tumore. Il decreto della Congregazione vaticana presieduta dal card. Robert Sarah e firmato dall’arcivescovo segretario mons. Arthur Roche, porta la data del 6 gennaio 2020, Solennità dell’Epifania del Signore, ma l’annuncio ufficiale in Diocesi di Padova, dove ha sede il Santuario di San Leopoldo che ne conserva le spoglie, è stata data oggi, sabato 8 febbraio, a ridosso della Giornata mondiale del malato (11 febbraio 2020).

Un’altra change – Campo invernale per giovani a Posina

Giorni di condivisione fraterna per ringraziare dell’anno vissuto e iniziare con il passo giusto quello nuovo.

Il tema è: “Le relazioni” con me stesso e con gli altri. Imparare ad
amare come Francesco d’Assisi.

Ci saranno laboratori, confronti, dinamiche e celebrazioni.

Per iscriversi

scrivi a: giovaniefrati@gmail.com

telefona a fra Emanuele 3458345129

L’acqua grande al Redentore

Il video mostra le conseguenze dell’acqua alta sulle strutture che guardano la laguna veneta. C’è però un segno di speranza.

Ordinazioni diaconali a Padova

Un bellissimo momento ecclesiale quello di sabato 26 ottobre. La Basilica Cattedrale di S. Maria Assunta in Padova ha visto nel pomeriggio giungere da ogni dove (Padova, Mestre, Venezia … Milano) e stipare ogni suo spazio, raccolti insieme, fedeli laici, religiosi, diaconi e presbiteri nell’eucaristia presieduta dal vescovo Claudio mons. Cipolla.

Lo Spirito dona alla sua Chiesa otto vocazioni al servizio diaconale, sia in 3 giovani “diocesani” sia in 5 giovani “religiosi”.

Tutti coinvolti nella preghiera e nel canto, avvolti dai registri “ripieni” dell’organo.
Rito essenziale, solenne e partecipato, per chiedere al Signore forza nel dono di sé a Dio e agli altri, nel servizio, in umiltà, con amore, disposti – foss’anche – al sacrificio.

Grandi cose ha fatto il Signore per noi!

Convegno internazionale di studi su san Lorenzo (Venezia, 17-19 ottobre 2019)

Si è svolto a Venezia dal 17 al 19 ottobre 2019, nell’Aula magna del Convento del SS.mo Redento-re, il Convegno internazionale di studi dal titolo «San Lorenzo da Brindisi, “Doctor apostolicus” nell’Europa tra Cinque e Seicento».

Con la direzione scientifica di f. Gabriele Ingeneri, di f. Vincenzo Criscuolo, Relatore Generale della Congregazione delle Cause dei Santi e noto per i suoi lavori di ca-rattere storico, e di f. Alessandro Carollo, il Convegno ha offerto non solo una serie di relazioni di al-tissimo livello scientifico, ma anche l’occasione per i relatori e i numerosi convegnisti, tra cui i Mini-stri provinciali della CIMPCap, di condividere la fraterna ospitalità dei frati della Giudecca.

Per l’inaugurazione del Convegno sono intervenute personalità di rilievo: il Patriarca di Venezia, S.E. Mons. Francesco Moraglia, l’Ambasciatore di Ungheria presso la Santa Sede, S.E. il Sig. Eduard Habsburg-Lothringen (discendente della famiglia imperiale degli Asburgo, che ebbe contatti frequenti e amichevoli con il santo brindisino), e il Consigliere generale f. Francesco Neri. In totale, per ciascu-na delle giornate del Convegno erano presenti oltre cento persone, compresi i giovani in formazione nel postulato di Lendinara. Gli interventi, vivamente apprezzati per l’alto livello scientifico, hanno coperto i vari ambiti riguar-danti la vita e la santità di Lorenzo da Brindisi.

Dopo aver offerto il quadro storico e religioso dell’Europa nel periodo della Riforma cattolica e protestante, alcune relazioni hanno approfondito i contatti del santo brindisino con cristiani ed ebrei, da una parte, e con le monarchie regnanti dell’epoca, dall’altra. Particolare attenzione è stata data alla diffusione dell’Ordine cappuccino oltralpe promossa da san Lorenzo, in special modo in Austria e in Boemia, mettendo in evidenza sia il suo modo di go-vernare, sia la sua attività di predicatore e di controversista, come anche il suo influsso nella devozione popolare, soprattutto in Spagna. Gli affondi di taglio teologico sono stati riservati ad alcune delle sue opere più importanti:

il Mariale (la raccolta delle sue prediche di carattere mariologico), l’Explanatio in Genesim (il commento ai primi undici capitoli della Genesi, a partire dai testi in lingua ebraica, greca e latina e tenendo presente la tradizione rabbinica) e un curioso opuscolo giovanile sul significato sim-bolico dei numeri biblici, il De numeris amorosis. Il Convegno si è chiuso offrendo una panoramica sul processo di canonizzazione e sull’iconografia del santo. Grazie al contributo degli studiosi, si è potuta ricostruire un’immagine “a tre dimensioni” del santo Dottore della Chiesa, tanto importante quanto troppo poco conosciuto al di fuori degli ambienti acca-demici: conoscitore attento delle lingue antiche (ebraico, greco, aramaico), predicatore nelle capitali dell’Europa del tempo in latino, italiano e tedesco, uomo dalla memoria prodigiosa, predicatore ed ese-geta, teologo e scrittore prolifico (la sua Opera Omnia in 12 volumi e 15 tomi è stata edita dai Cap-puccini veneti tra il 1928 e il 1956 in vista della proclamazione a Dottore della Chiesa), uomo di go-verno nell’Ordine (Provinciale e Commissario in diverse Province italiane ed europee, Ministro e De-finitore generale), diplomatico e ambasciatore, difensore dei poveri, mistico dell’Eucarestia, pellegrino sulle strade dell’Europa e, soprattutto, umile frate figlio di Francesco d’Assisi, san Lorenzo è testimo-ne eccellente della vitalità del carisma cappuccino nella chiesa e nel mondo di oggi. Hanno dato un valore aggiunto al Convegno altre iniziative predisposte dal Comitato organizzatore, come la mostra sul santo brindisino (curata dal prof. Francesco Trentini assieme a f. Alessandro Ca-rollo e a f. Mario Zocca), con una selezione di suoi manoscritti autografi (il Mariale e l’Explanatio in Genesim) e di altri oggetti a lui appartenuti, e un concerto con musiche e canti religiosi, tra gli altri, dei compositori Claudio Monteverdi e Girolamo Frescobaldi, con due inni dedicati a san Lorenzo, su testo di f. Fedele da Zara e musica di f. Mariano Miolli.

Degna di nota la partecipazione del coro dei frati studenti di Venezia, intervenuti nel canto conclusivo.

Al termine delle giornate, f. Gabriele Ingegneri, a nome del Comitato scientifico, ha potuto racco-gliere la viva soddisfazione dei partecipanti, assicurando che gli Atti del Convegno saranno pubblicati in tempi brevi, per favorire la più ampia diffusione delle relazioni degli studiosi.

f. Alessandro Carollo

Lendinara: La solennità del Serafico P. Francesco A.D. 2019

Due pantofole da Assisi. Questa solennità, qui a Lendinara, ha da tempo le note di una vera festa di popolo. Coinvolge, infatti, non solo la Fraternità cappuccina e gli abituali frequentatori della nostra chiesa, ma l’intera cittadina e i paesi limitrofi. Negli anni passati la si preparava con un triduo e la cerimonia del Transito; quest’anno, a ricordo degli 800 anni dell’incontro tra Francesco e il Sultano, si è voluto arricchire la proposta con una più nutrita serie d’iniziative di spessore religioso e culturale.

Centro ispiratore di tutta la novena è stata certamente un’insigne reliquia concessa dai confratelli del Sacro Convento di Assisi. Si tratta delle pantofole che, secondo tradizione, sono state confezionate da s. Chiara per il Serafico Padre dopo l’impressione delle Stimmate sulla Verna.

L’accoglienza della Reliquia nel duomo di S. Sofia, martedì 24 settembre, ha visto un grande concorso di fedeli, che poi hanno accompagnata processionalmente alla chiesa conventuale, dove è rimasta esposta alla venerazione fino a domenica 6 ottobre. Fr. Ado Baruffa, principale animatore dell’evento, aveva predisposto un particolare percorso spirituale, per aiutare i fedeli a vivere nella fede e nella preghiera tale gesto di devozione.

L’eccezionale evento ha suggerito anche un adeguato contorno di proposte in tutti i giorni della Novena: dalle s. Messa con l’animazione delle comunità parrocchiali del circondario ai momenti musicali partecipati con attenzione e gusto da un numeroso pubblico (tra questi, il recital “France-sco d’Assisi, storie di un incontro” realizzato dall’ Effatà Franciscan Band guidata da fr. Gianni De Rossi; dalla presentazione agli alunni delle scuole degli strumenti musicali del Medioevo alla scelta dei responsabili dell’ “Azione Cattolica Ragazzi/Giovani” e della “Pastorale giovanile diocesana” di iniziare le loro attività nella nostra chiesa affidandosi alla protezione del Santo d’Assisi.

La giornata del 4 ottobre, immediatamente pre- ceduta dal significativo Transito, ha dimostrato quanto san Francesco sia amato dalla gente del luogo. Dopo ogni celebrazione eucaristica i fedeli sfilavano in devoto raccoglimento davanti alla Reliquia deponendo con fiducia le loro preghiere. A mezzogiorno, circa duecento persone hanno consumato il pranzo servito da volontari, nel giardino del convento. Poi è stata la volta dei bambini, accorsi numerosissimi per ricevere la benedizione per intercessione di s. Francesco. Alla sera, all’aperto, il gran finale: la concelebrazione della santa Messa presieduta dal vescovo mons. Pierantonio Pavanello e, a seguire, la processione di una vera folla di fedeli con l’effige del santo per le vie di Lendinara. Al termine, sono saliti sul palco allestito davanti alla nostra chiesa, i sindaci dei comuni del territorio per la preghiera al Santo di Assisi e l’accensione della lampada votiva. A chiudere la giornata memorabile, non poteva mancare lo spettacolo pirotecnico, mentre piccoli e grandi davano l’ultimo assalto alla ricca pesca di beneficenza.

Oltre alla cronaca, resta la bella esperienza di impegno e comunione di tante persone che hanno offerto gratuitamente la loro collaborazione e che ringraziamo di cuore, invocando su di esse la benedizione del Serafico Padre Francesco.

 

Dottore!

Venerdì 14 giugno, pomeriggio, fr. Gianfranco Tinello
ha brillantemente difeso la tesi per il dottorato in S. Liturgia
presso il Pontificio Istituto liturgico dell’Ateneo S. Anselmi de Urbe (Roma) intitolata: Cerimoniae et observantiae per totam provinciam observandae. Ms ACB, III, 5008:
“Cerimoniae et observantiae in nostra Congregatione Gandensi ordinatae anno Domini 1594” dei Frati Minori Cappuccini.
Testimoni, oltre ai genitori, un esercito di frati, capitanati dai Ministri generale, provinciale, etc. etc.
Tanto di cappello (del laureato!)

Vogalonga, che passione!

Domenica 9 giugno ha partecipato alla 45° Vogalonga anche un equipaggio di 7 frati: Maichol, Mattia, Anton, Paolo, Matteo, Alberto L. e Giacomo.

I nostri vogatori con coraggio e speranza (tanta!) si son subito lanciati verso sant’Elena … poi la Certosa … il canale di sant’Erasmo, ecc. Nessun problema per la nostra caorlina che, a proprio agio nelle acque lagunari, ha dato sfoggio di stile ed eleganza a tutti gli equipaggi veneziani concedendo, ora agli uni ora agli altri, di sfilarvi a fianco.
Lambita san Francesco del Deserto, ecco Burano … e allora si son lanciati verso Murano con l’entusiasmo e la spensieratezza di chi crede gli manchi solo l’ultimo sforzo per giungere a Venezia all’orizzonte. Intanto canti popolari e folkloristici han rallegrato la combriccola.

Al ponte dei Tre Archi, indossato velocemente il saio, sono stati accolti da due ali di folla festante, tante le manifestazioni d’affetto e di apprezzamento in particolare dai Veneziani. Alle Guglie l’ennesimo alzaremi, poi Canal Grande fino a Punta della Dogana, infine … il Convento.

Grati per questa occasione di partecipazione alla vita così atipica di questa città, ci diamo appuntamento per il prossimo anno!

Novità in Ungheria cappuccina

 

Nel contesto dell’assemblea (17-20 giugno) il Ministro ha comunicato personalmente ai frati di aver nominato per il triennio 2019-22 come Delegato provinciale fr. Marco Faccioli (al centro) e suoi Consiglieri fr. Bernát Bartucz e fr. Sergio Tellan.