Humile dicesi esser quello che humilmente più s’abbassa,
e, biasimato e beffeggiato,
aiuta ad accusar se stesso et incolparsi.
Humile dicesi esser quello che humilmente più s’abbassa,
e, biasimato e beffeggiato,
aiuta ad accusar se stesso et incolparsi.
Quel religioso che si piglia gl’impacci de secolari
et che nelle faccende mondane s’ingerisce,
si può dir ch’egli sia uscito dall’Ordine,
perché per compiacere a gli huomini, fa poca stima della sua Regola,
prevarica gli ordini, dà male esempio, rovina la Religione,
offende la sua coscienza e non milita a Dio,
siccome egli ha promesso et è obbligato.
Chi accetta di buon animo le riprensioni e le ammonizioni,
piace a Dio et agli uomini,
dà esempio d’humiltà et di pazienza,
et s’egli non vi sarà stato colpevole,
sarà beato per haver patito per la giustizia.
Un frate tiepido et negligente sempre si duole
e lamenta della gravezza della disciplina,
teme il digiunare, il vegliare, la penuria delle cose,
e d’ogni minima afflizione di corpo si lamenta,
sicché ci vorrebbe una scatola di bambagia per porlo dentro,
secondo il detto de nostri vecchi.
Uno sboccato e dissoluto e mal costumato
è come un mostro, e non frate:
guasta e corrompe gli altri
e ciascuno lo deve fuggire come una peste.
Quello predica bene che sa domare le sue passioni et gli affetti,
et non lo dilettano le leggerezze et il conversare,
né gli rincresce lo stare all’orazione,
schiva di mandar fuori le male parole,
perché egli ha il fervore di dentro
Non è degno d’esser innalzato da Dio
se non chi sa patire i vituperi e le ingiurie per amor suo;
poiché il Signor Iddio ha ricevuto le passioni per noi,
così ancor noi dobbiamo patire per lui
e seguirlo in tutto il nostro potere.
Il fidarsi troppo di se stessi
e star saldo nella propria volontà
contro la ragione et l’opinione degli altri,
è una gran superbia.
Non è compunto di core colui che volentieri
sta ad udire le cose vane et le ripete davanti agli altri.
S’havesse il Crocefisso dentro il suo cuore,
non uscirebbono così di fatto le parole oziose dalla sua bocca.
Il voler correggere et ammaestrare altri
non è troppo gran virtù;
ma corregger bene se stesso et emendarsi
è una saviezza appresso Dio et gli huomini.